I GATTI VENEZIANI

Da molti secoli i Veneziani rispettano i gatti che, al tempo della Serenissima, nei lunghi viaggi verso l’Oriente, venivano usati per difendersi dai ratti.
La loro bravura era tale che si decise di imbarcarli come ciurma a gruppi di tre o quattro con un marinaio specificamente addetto ai gatti ed erano considerati dei veri e propri portafortuna.
La leggenda narra che con le galeazze veneziane, che in quei tempi facevano da corrieri commerciali tra Venezia e l´Oriente, arrivò anche il famigerato topo nero, il topo della peste, e poiché i gatti veneziani non erano sufficientemente feroci per combatterlo, si decise di importare dalla Palestina e soprattutto dalla Siria una razza molto combattiva – i Soriani – per incrociarla con i gatti Veneziani. 
Anche se il flagello era ormai esploso in tutta la sua virulenza, I gatti importati contribuirono in buona parte a sconfiggerlo e cominciarono a gironzolare nelle corti, calli, campielli e case dei veneziani.
(Testo SIMONETTA DONDI DELL'OROLOGIO)
 
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